29.10.2016 - INTERMEDIAZIONE ILLECITA E SFRUTTAMENTO DEL LAVORO In   materia   di   contrasto   ai      fenomeni      del      lavoro   nero,   dello   sfruttamento   del   lavoro      in      agricoltura      e      di      riallineamento   retributivo   nel   settore agricolo,   la   legge   29   ottobre   2016   n.   199   affronta   il   fenomeno   criminale   del   caporalato   riformulandone   e   aggiornandone   la   definizione,   inasprendo le   pene   per   gli   sfruttatori   ed   estendendo   la   responsabilità   e   le   sanzioni   anche   agli   imprenditori   che   impiegano   manodopera,   approfittando   dello stato di bisogno dei lavoratori e sottoponendo gli stessi a condizioni di sfruttamento. Tale   fattispecie   delittuosa,   modificata   nel   codice   penale   all’art.   603   con   considerevole   inasprimento   delle   pene   (prevista   reclusione   fino   a   sei   anni nonché   multa   fino   a   1.000,00   euro   per   ciascun   lavoratore   reclutato),   viene   introdotta   nel   novero   dei   reati   previsti   in   materia   di   responsabilità amministrativa   degli   enti   ex   D.Lgs   231/01,      all’art.   25   quinquies,   comma   primo,   lett.   a),   tra   i   delitti   contro   la   personalità   individuale;   punibile   con   la sanzione   pecuniaria   da   400   a   1000   quote   e   con   le   sanzioni   interdittive   per   una   durata   non   inferiore    ad    un    anno,    come    previsto    dall’art.    9,    comma   secondo,   D.Lgs   231/01.
21.01.2016 - PROPOSTA DI LEGGE SUL WHISTLEBLOWING L'obiettivo   è   quello   di   garantire   maggiori   tutele   nei   confro nti   di   coloro   che   segnalano   reati,   rischi   e   altre   irregolarità   nell'interesse   pubblico,   sia   nel campo della P.A. sia nel settore privato. Il   termine   “Whistleblowing”,   indica   l’attività   del   “Whistleblower”   e,   in   particolare,   di   colui   che   denuncia   eventuali   illeciti   commessi   all'interno   di   un   ente, portandoli   all'attenzione   delle   autorità   competenti   o   anche   dell'organizzazione   stessa,   qualora   vi   fossero   organismi   predisposti   alla   raccolta   di   tali segnalazioni. Ad   oggi,   in   Italia   non   vi   è   ancora   una   precisa   normativa   dedicata   al   tema   delle   segnalazioni   interne   per   tutte   le   imprese   e   gli   enti   privati.   La   proposta di legge  si propone di disciplinare: 1.   La   tutela   dell'identità   del   segnalante,   che   ha   diritto   a   mantenere   l'anonimato.   A   tale   scopo,   è   prevista   l'introduzione   di   canali   di   segnalazione alternativi, di cui almeno uno per via informatica; 2.   La   tutela   del   segnalante   da   qualsiasi   atto   discriminatorio,   ritorsivo   o   sanzionatorio.   Sussiste,   al   contempo,   il   divieto   di   riconoscere   premi   per eventuali segnalazioni; 3.La necessità che il segnalante agisca in buona fede.

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18.04.2016 - NUOVO CODICE DEGLI APPALTI E “RATING DI IMPRESA” Si   tratta   di   un   nuovo   strumento   (che   va   a   rafforzare   quell’auspicato   passaggio   da   un   “sistema   statico”   dei   requisiti   formali   delle   imprese   verso   un “sistema   dinamico”   di   requisiti   sostanziali),   previsto   all’art.   83,   comma   10,   del   D.Lgs.   18   aprile   2016,   n.   50,   istituito   presso   l’ANAC,   in   relazione   al quale   la   medesima   Autorità   anticorruzione   rilascia   alle   imprese   apposita   certificazione,   che   intende   sovrapporsi   al   diverso   e   previgente   istituto   del rating di legalità. Il   sistema   “rating   di   impresa”   è   basato   su   requisiti   reputazionali   valutati   sulla   base   di   indici   qualitativi   e   quantitativi,   oggettivi   e   misurabili,   nonché sulla   base   di   accertamenti   definitivi   che   esprimano   la   capacità   strutturale   e   di   affidabilità   dell’impresa:   l’ANAC   dovrà   definire,   pertanto,   i   requisiti reputazionali ed i relativi criteri di valutazione, nonché le modalità di rilascio della certificazione, mediante apposite linee guida. Nell’ambito   dell’attività   di   gestione   del   predetto   sistema,   inoltre, ANAC   potrà   avvalersi   di   misure   sanzionatorie   amministrative   da   applicare   nei   casi   di omessa   o   di   tardiva   denuncia   obbligatoria   delle   richieste   estorsive   e   corruttive   da   parte   delle   imprese   titolari   di   contratti   pubblici,   comprese   le imprese subappaltatrici e le imprese fornitrici di materiali, opere e servizi. Nell’attribuzione   del   rating   d’impresa,   inoltre,   occorrerà   tenere   conto   dei   precedenti   comportamentali   dell’impresa,   con   riferimento,   in   particolare:   al rispetto   dei   tempi   e   dei   costi   nell’esecuzione   dei   contratti;   all’incidenza   del   contenzioso,   sia   in   sede   di   partecipazione   alle   procedure   di   gara,   sia   in fase   di   esecuzione   del   contratto;   alla   regolarità   contributiva,   ivi   compresi   i   versamenti   alle   Casse   edili,   valutata   con   riferimento   ai   tre   anni   precedenti (art.   83,   comma   7).
14.12.2016 - LOTTA ALLA CORRUZIONE NEL SETTORE PRIVATO In   attuazione   della   decisione   quadro   2003/568/GAI   sulla   lotta   alla   corruzione   nel   settore   privato,    il   Presidente   del   Consiglio   Paolo   Gentiloni   ed   il Ministro   della   giustizia Andrea   Orlando   propongono   un   provvedimento   (già   approvato   dal   Consiglio   dei   Ministri)   che   prevede   un   ampliamento   della categoria dei soggetti punibili, perché vengono ricompresi anche quanti all’interno dell’ente svolgono attività lavorativa con funzioni direttive Si   ampliano   inoltre   le   condotte   sanzionabili,   prevedendo   che   siano   punite   la   dazione   e   la   sollecitazione   della   corresponsione   di   denaro   o   altra   utilità, si   punisce   l’istigazione   alla   corruzione   (oggi   non   punita)   e   si   inaspriscono   le   sanzioni   per   l’ente,   nel   caso   in   cui   il   corruttore   sia   soggetto   che   abbia agito in nome e   nell’interesse   dell’ente   stesso.
29.05.2015 - REATI AMBIENTALI NEL RISPETTO DEL D.LGS 231/2001 La   recente   Legge   n.   68/2015   entrata   in   vigore   il   29   maggio   2015   oltre   ad   avere   introdotto   all’interno   del   Libro   II   del   Codice   Penale   il   nuovo   Titolo   VI- Bis   interamente   dedicato   alla   disciplina   delle   nuove   fattispecie   di    reati   di   Inquinamento Ambientale ,   ha   apportato   una   significativa   modifica   all’art.   25- undecies del D.Lgs 231/2001 ampliando quindi l’elenco dei reati presupposto della Responsabilità Amministrativa . Sono   stati   richiamati   quale   fonte   di   responsabilità ,   non   solo   penale   per   il   soggetto   agente,   ma   anche   “para-penale”   per   la   società   nel   cui   interesse   ha agito la persona medesima i nuovi reati di: Inquinamento Ambientale  ( art. 452 bis, cod. pen. ) Disastro Ambientale  ( art. 452 ter, cod. pen. ) Delitti colposi contro l’ambiente  ( art. 452 quinquies, cod. pen. ) Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività  ( art. 452 sexies, cod. pen. ) Le   sanzioni   a   carico   delle   aziende   possono   arrivare   nel   caso   di   delitti   associativi,   fino   ad   un   massimo   di   €.   1.549.000,00,   con   possibilità   di applicazione di tutte le   sanzioni   interdittive   previste   dall’art.   9   del   D.Lgs   231/2001   fino   ad   un   massimo   di   1   anno.
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15.03.2017 - LOTTA ALLA CORRUZIONE NEL SETTORE PRIVATO E'   stato   pubblicato   il   decreto   legislativo   15   marzo   2017,   n.   38,   recante   “Attuazione   della   decisione   quadro   2003/568/GAI   del   Consiglio,   del   22   luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato” . Il decreto prevede: la riformulazione del delitto di corruzione tra privati di cui all'art. 2635 c.c.; l’introduzione della nuova fattispecie di istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635-bis); l’introduzione di pene accessorie per ambedue le fattispecie; la modifica delle sanzioni di cui al d.lgs. n. 231/2001 i